La verità è che siamo pesci rossi in un Domopak.
- Laura Spadoni

- 17 nov 2018
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 27 dic 2025

Le nostre vite si possono riassumere tutte, indistintamente, in un simpatico gioco delle parti con ruoli intercambiabili, passeggeri, un mix simpatico di interpretazioni pretenziose per nascondere una verità condivisa: siamo tutti pesci rossi intrappolati in un Domopak.
Passiamo il nostro tempo a tessere rapporti più o meno complessi, alla ricerca della felicità duratura, alla pari di quella che prova il bambino che - alla festa della parrocchia di quartiere - vince un pesciolino al tiro alla fune - ignorando completamente la verità dei fatti, ovvero, che noi siamo tutti quel pesce rosso che ancora si domanda perchè diavolo, nonostante stia nuotando da ore appellandosi a sforzi sovrumani, si ritrovi sempre al punto di partenza.
"Che poi, questo dannato punto, quale diamine sarà?! E chi è questo essere deforme con fauci grandi e sprovvisto di un dente nell'arcata superiore, che intorbidisce le acque e mi osserva con fare sadico?! Destino, Dio, Universo?!
Ah i pesci rossi e la loro capacità innata di porre quesiti estremamente interessanti, interrogativi che scavano nell'intimità, e pungolano nel profondo. Domande che, se ci immaginassimo pesci rossi quali siamo, ricorderemmo di rivolgere anche a noi stessi ogni volta che proviamo a muoverci, ci muoviamo, ma restiamo sempre là. Quei quesiti che precedono la fastidiosa sensazione di vuoto e insensatezza. Sensazione che finiamo per attribuire al bambino senza un dente che di tanto in tanto vediamo avvicinarsi a picchettare il vetro del nostro acquario.
Siamo tutti pesci rossi con quel lieve difetto di memoria e, va sempre a finire che, passa un minuto oppure una vita intera, e dimentichiamo di esserci posti le domande, di aver avuto intuizioni, barlumi.
Peccato. O per fortuna. Perchè come tutti i pesci rossi, trascorriamo ore a girare vorticosamente in una boccia del diametro di venti centimetri con la convinzione di esserci spinti chissà quanto in là nell'universo. Se siamo pesci nati sotto una buona stella, pesci privilegiati, si intende, di quelli che hanno avuto la fortuna di respirare, scampati al sacchetto di plastica trasparente per surgelati, legato a nodo stretto.
Insomma, in definitiva, tutti siamo pesci rossi intrappolati in un Domopak, in costante e affannosa ricerca della nostra meta, di un punto d'arrivo e in perpetuo conflitto con il tormentoso e diabolico ripresentrasi dell'indefinito, seppur familiare, punto di partenza.
E ogni nostro perchè ha come risposta solo: granulato industriale, che attendiamo piovere dal cielo. Siamo pesci rossi sempre bramosi di una ricompensa inaspettata, seppur attesa, come una malattia che malattia non è, che ci ostiniamo a credere sia voluta da un gigante buono di cui non sappiamo l’identita, con l’animo tenero, da benefattore, ma anche sadico e meschino che ci concede qualche momento sporadico di approvvigionamento per i nostri cuori stanchi del monotono movimento ciclico.
Giochiamo al gioco delle parti per mascherare lo smarrimento, il nostro desiderio di spingerci oltre, la nostra incapacità a ricordare la Strada. Però siamo solo e soltanto pesci rossi intrappolati in una boccia, innamorati del misterioso scorrere oltre il vetro, talvolta così follemente accecati che delle volte capita che,
pluff
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