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  • Immagine del redattoreLaura Spadoni

Non siamo numeri ma se proprio dobbiamo, siamo i numeri #1

Al centro impiego mi hanno schedata con un numero di protocollo. Tante cifre poste una accanto all'altra, assegnate da un computer, numeri vuoti e senza anima.


Sui giornali mi hanno definita con una percentuale a due cifre, un valore che farà discutere sulla situazione del Paese ma che non mi identificherà.


Il mio capo mi ha detto che sono la numero #3, la terza stagista, la ragazza che può lavorare otto ore al giorno per sola passione.


Per la regione sono il numero €300, un numero trascurabile, un numero paziente, che sa aspettare, anche anni.


Ci costringono ad essere un numero. In continuazione. Alla posta, al reparto salumi, in biblioteca, quando devi chiedere un armadietto.


Io però, in tutta onestà, mi sento poco numero. Non mi sono mai piaciuti i numeri. A stento ricordo il mio numero di casa, il codice pin della carta e quanti giorni ha il mese che corre. Ma se proprio devo sentirmi numero, allora pretendo di essere il numero #1:


#1 che attraversa solo sulle strisce pedonali e che percorrerebbe anche kilometri sul lato opposto della strada pur di non rischiare.


#1 che inciampa in continuazione eppure le scarpe alte le mette comunque.


#1 che ride alle freddure.


#1 a cui piace scrivere anche sui tovagliolini di carta in un bar.


#1 che apre i rubinetti davanti ad una scena commovente, una frase gentile, un panorama.


#1 a cui piacciono le persone, sempre, sin da subito, anche quando è lei a non piacere agli altri.


#1 che odia prendere la metro nelle ore di punta ma la prende lo stesso perché sa sacrificarsi.


#1 come il caffè al ginseng ordinato la mattina al bar prima di attaccare.


#1 che ride con le lacrime agli occhi e piange con il sorriso.

#1 rompiscatole, il più delle volte


#1 maniaca del pulito


#1 ossessionata dai dettagli


Ma più di ogni altra cosa, se davvero devo essere un numero, se proprio ci impongono di esserlo, decido di essere l'#1 che non si arrende, come ogni stagista sottopagato, sfruttato, deriso che insegue un sogno, una vocazione, una passione.

Perché è questo il nostro valore, ciò che ci rende speciali. L'#1.

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